Parliamo di loro, non dimentichiamole!

Oggi vi porto sulla sezione «Contributi di Sororita’’ la proposta di una carissima amica e compagna instancabile di cammini. Coloro che mi conoscono sanno che non ho mai smesso di muovermi e di lavorare per ciò che ritengo giusto, ed e’ da tanto tempo che un’azione non mi faceva sognare cosi tanto, magari per la costante necessità di mantenere viva la memoria…

Parliamo di loro, non dimentichiamole! 

Questa è la prima volta che intervengo nel tuo blog, ma non la prima nelle tue discussioni, il percorso per noi due è sempre comune e la lotta  infinita.

Recentemente hai condiviso un post intitolato  «Nessuno piange per la Siria». Ho pensato che nessuno piange veramente per nessuno: in questi tempi di solitudine e di abbandono, abbiamo dimenticato di piangere per qualcuno.

L’articolo cita i dati forniti dall’UNICEF che racconta che più di quattro milioni di bambini si trovano in pericolo. E commentavi che: «anche se non va più di moda parlare di loro, purtroppo continua a essere cosi”.  E così, di moda in moda, la vita passa tra solitudine e abbandono.

Io non voglio abbandonare nessuno e non seguo le tendenze, non voglio sentirmi sola. Mi ricordo sempre che ci sono donne vicine e lontane che soffrono realtà che non hanno mai chiesto di vivere, io voglio fare qualcosa per loro e gridare al mondo che non condivido nulla di tutto questo, che piango, ma non da sola perche so che anche tu piangi.

Così nel baule dei ricordi porto una foto di un amico che portava l’unghia del mignolo dipinta di nero … un giorno un ragazzo gli chiese perché egli avesse quest’unghia cosi, e lui risponde: «E’ solo per far parlare i curiosi!».

Oggi voglio che tutti parlino. Parlino e ricordino tutte le donne e ragazze che in tutto il mondo soffrono per varie forme di violenza e sono uccise ogni giorno nel bel mezzo di un conflitto armato  (Colombia, Siria, Messico, Afghanistan, Guatemala, Canada…), perché anche se parlare è poco in confronto al disastro che stanno vivendo, è pur sempre molto di fronte all’indifferenza che sentiamo.

Così, dopo aver parlato con te, abbiamo deciso che compieremo un’azione simbolica: da oggi fino a quando tutte le persone parleranno, ci dipingiamo l’unghia del mignolo di viola (sulla mano destra o sinistra, è uguale), in modo che quando qualcuno ci chieda il perché, possiamo dire che questo, ogni giorno, ci ricorda ogni donna e ragazza in difficoltà. Loro, con cui condividiamo un genere che ci mette a rischio, un genere che ci unisce e crea sinergie. Ci porta a organizzare, nella sororità, gesti per generare consapevolezza sulle situazioni che minacciano la nostra integrità e quella di ogni essere umano su questo pianeta.

Perché l’unghia del mignolo? Anche se sembra invisibile e piccola, è sempre lì, vogliamo una visibilità costante di una realtà che, anche se si nomina poco, essa esiste, viene vissuta e fa male, e il colore in un’unghia è quasi permanente, non va via se si lavano le mani. Perché il viola? Perché viola è il colore che è associato con le rivendicazioni delle donne.

Unisciti a noi e quando ti chiederanno perché hai un’unghia dipinta di viola digli che è per ricordarsi di parlare delle donne e ragazze che soffrono nel mondo a causa dei conflitti armati, per ricordarle, per non lasciarle cadere nel oblio.

Parliamo di loro, non dimentichiamole!  

Paola Andrea Torres Amaya

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